1921-2021 L'Olandesina si prepara al Centenario. Parole e sensazioni da chi ha il sangue arancione nelle vene. In questa puntata ospite Francesco Baiano

 Con profonda emozione ospito questa sera Francesco Baiano, che ha dato tanto alla maglia arancione, ma in questo caso prende il sopravvento il tifoso cresciuto con lo scioglilingua Batistuta-Rui costa-Baiano. Ringrazio lui in primis per la disponibilità. Stiamo dimostrando piano piano di essere una grande famiglia, pronta ad aprirsi all'arancione. 

Ciao Francesco, sarò abbastanza brutale. Dal camp now al Melani passando da Londra e dal Liberati. Quanto è stato facile o difficile accettare la Pistoiese? 

Ma è stato abbastanza semplice perchè dopo tanti anni di girovagare volevo ritornare a casa. Mi chiamò il presidente e mi disse che mi voleva a Pistoia, io accettai subito anche perchè pensavo e credevo di finire la carriera in un modo decente, anche perchè venivo da sei mesi di Terni non esaltanti perchè non mi ero trovato bene, e perciò accettai molto volentieri credendo di potere fare bene come è stato. 

Infatti, entriamo a gamba tesa nel primo anno. Agli occhi degli addetti ai lavori e dei tifosi poteva essere una squadra da promozione. Certo ci furono varianti, ma invece di lottare per la promozione si lotta per non retrocedere. Nello spogliatoio, c'era la percezione di squadra forte? 

Ma sinceramente non si parlava mai di promozione sia nello spogliatoio che all'interno della società. Il primo obiettivo era tenere la categoria. C'erano squadre che erano state costruite per vincere perciò di certo non era una squadra che poteva ambire a vincere il campionato di Serie B poi nel calcio può succedere di tutto però gli obiettivi sinceramente non erano quelli della promozione ma di una salvezza tranquilla. 

La presenza in rosa di tanti ex Fiorentina, ti facilitò la scelta? 

Ma sicuramente si e li conoscevo tutti, eravamo un bel gruppo, ma sinceramente ha aiutato la scelta ma non è stata determinante, avrei scelto lo stesso Pistoia anche senza gli ex Fiorentina. Anche perchè il Presidente mi voleva in tutti i modi e mi ha fatto sentire importante dalla prima telefonata che ricevetti in estate. Sono stati importanti gli altri giocatori ma non sono stati determinanti per la mia scelta. 

Che rapporto hai avuto con la città Pistoia e con la tifoseria? 

Ho avuto un bellissimo rapporto con la tifoseria e con la città anche se l'ho vissuta poco perchè abitavo a Firenze e facevo il pendolare però ti ripeto con la tifoseria ho avuto un bellissimo rapporto, mi hanno sempre sostenuto e io ho cercato sempre di dare il massimo per ripagare quello che poi volevano da me. E stato veramente un bellissimo rapporto. 

Lo stesso rapporto che poi hai trovato a San Giovanni 

Ma il rapporto con i tifosi fortunatamente è sempre stato buono da tutte le parti dove sono stato a parte Terni e Avellino. Per una carriera cosi lunga sono stato abbastanza fortunato. A San Giovanni sono stato sei anni ed è nato subito un rapporto forte con i tifosi, pensavano che con il mio arrivo si potesse vincere un qualcosa d'importante e così è stato. Sono arrivato arrivato in C2 e abbiamo vinto il campionato. Poi abbiamo fatto la semifinale play-off per andare in Serie B. Sono stati anni bellissimi percio il rapporto squadra-tifosi era molto forte e molto simile a quello di Pistoia anche se poi i risultati non sono stati come quelli di San Giovanni perchè a Pistoia  non abbiamo vinto, anzi, il secondo anno siamo retrocessi perciò a San Giovanni le cose sono andate molto meglio. Ripeto, quando si costruisce per vincere vai vicino a vincere. Quando sono arrivato io insieme a Galli l'anno prima avevano fatto la finale play-off ma l'avevano persa, due giocatori importanti per la categoria e abbiamo vinto. Si programma per vincere e non è detto che poi vinci e non si puo programmare per non retrocedere e vincere un campionato. 

Se non sbaglio adesso alleni gli Under 19 del Pisa. Di tecnici ne hai avuti tanti, solo a Pistoia cinque, a chi si ispira il Baiano allenatore? 

Si faccio l'allenatore, l'anno scorso ero a Pisa, adesso sono a casa. Ovviamente di allenatori ne ho avuti tanti ma quelli che hanno lasciato qualcosa di importante, uno su tutti Zeman, Ranieri, Sannino, Sarri. Sono questi gli allenatori che studio, a parte Zeman gli altri li guardo ancora con grande interesse. Poi, aldilà di quello che ti hanno lasciato ovviamente la cosa più importante è che quando arrivi in un gruppo devi cercare di esaltare le qualità del gruppo e perciò il modulo va in base ai giocatori che hai a disposizione. 

Quello sicuramente, mi fa sorridere il parallelo Zeman-Ranieri, due allenatori forse agli antipodi. C'e una via di mezzo come persona? 

A livello di allenatore, di pensiero di calcio, ovviamente sono due allenatori completamente diversi che interpretano il calcio con idee diverse. Come livello umano sono molto simili perche sono allenatori che trasmettono tranquillità al gruppo cercando di farlo rendere al massimo, ovviamente con visione di calcio diverse. 

Da tifoso viola, fuori intervista, una domanda te la devo fare. com'e giocare con Batistuta e Rui Costa? 

E stato un'onore e un piacere giocare con Batistuta che reputo uno dei centravanti più forti nella storia del calcio perchè pur giocando con una squadra medio alta ha sempre avuto una media gol altissima e Rui Costa uno dei più forti interpreti nel suo ruolo perciò per me è stato un'onore giocare con questi due grandi campioni. 

Araba Fenice 


 

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