Dare accoglienza e possibilità di carriera a chi non poteva fare niente. Tutto questo era l’Hakoah

Indipendentemente dalla giornata della memoria, é bene fare tornare a galla questa realtà perché i ragazzini raramente sanno cos'è l'Hakoah. Quindi il sapere non ha un giorno preciso. 

Oggi ricorre l’anniversario del Giorno della Memoria e con esso la necessità di mantenere vivo il ricordo di tutti coloro che furono vittime della barbarie nazifascista. In uno spazio virtuale come questo il nostro contributo non può che riguardare una vicenda di sport, una storia per molti, almeno in Italia, ancora sconosciuta. 
L’Hakoah era un club particolare: nato nella Vienna a cavallo tra i due secoli, era figlio delle dottrine sioniste che si erano fatte strada in quegli anni a causa dell’antisemitismo più o meno latente che si respirava nella capitale austriaca. Se n’era reso conto Theodor Herzl così come se n’era reso conto uno dei suoi più ferventi sostenitori, Max Nordau. Alla fine del 19esimo secolo Nordau introdusse un concetto per molti versi innovativo, ovvero quello di Giudaismo Muscolare. Sosteneva cioè la necessità che gli ebrei, inclini allo studio delle sacre scritture e meno alla pratica attiva dello sport, iniziassero a dedicarsi maggiormente al proprio corpo. L’Hakoah sarebbe stata fondata qualche anno dopo da Fritz Lohner Beda, un poliedrico artista ebreo allineato alle idee di Nordau. Il club – che di fatto era una polisportiva che inglobava varie discipline -   ammetteva solamente atleti ebrei, in quanto molte altre associazioni viennesi li escludevano. La squadra di calcio, che doveva di continuo far fronte ad una stampa apertamente ostile e ad un trattamento non proprio urbano quando si recava in trasferta, approdò nel primo dopoguerra alla massima divisione e poi, nel 1925, si aggiudicò il primo campionato professionistico mai disputato nell’Europa continentale. Ma non fu l’unico record stabilito dal sodalizio israelita: nel 1923 l’Hakoah era difatti stato il primo club europeo a battere una formazione britannica sul proprio terreno infliggendo un 5-1 al West Ham. Gli anni successivi avrebbero coinciso con una flessione e poi, nel 1938, il club sarebbe stato definitivamente smantellato in seguito all’entrata dei carri armati tedeschi a Vienna. Gli anni seguenti furono tragici per l’intero ebraismo europeo e gli atleti dell’Hakoah – tra i quali il loro fondatore - non ne furono risparmiati. Una storia a lieto fine fu invece quella di Béla Guttmann, il quale sopravvissuto durante gli anni della guerra si sarebbe imposto come uno degli allenatori più vincenti della storia. 
Jo Araf 
(foto scattata durante una delle due turnee che fecero negli Stati Uniti) 

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