La certezza. Hellas Verona

 Ottenuta la promozione, il Presidente Setti prima s'e affidato a Juric, poi ha rivoluzionato completamente la squadra, diciamolo chiaramente, indebolendola. Per i giornalisti più esperti il ventesimo posto era sicuramente dell'Hellas. Juric ha zittito tutti facendo 19 punti girando a 26. Quasi senza l'apporto delle punte Di Carmine, Stepinski e Pazzini. Termina la Serie A al nono posto con 49 punti, 47 gol fatti e 51 subiti. Inizia il calciomercato e dagli scaligeri partono Rrahmani, Kumbulla, Amrabat, Pessina torna all'Atalanta e Verre alla Sampdoria (5 titolari su 11) e diciamo le cose come stanno, non vengono sostituiti a dovere. Juric un pò si è lamentato (forse voleva anche uno scatto di carriera ma questo nessuno lo può sapere) poi si è messo a lavorare e in 17 giornate ha messo insieme 27 punti, ovvero meglio di come ha girato lo scorso anno. Il difetto è sempre il solito, l'attacco che con i suoi 22 gol lo classificano in tredicesima posizione ma la difesa (2/3 reinventata) è a tenuta stagna con 16 gol subiti, lanciando anche Lovato, giovane di prospettiva. Che giochi in casa o in trasferta al tecnico croato interessa poco, fa sempre il suo gioco e i risultati si vedono eccome. In casa ha raccolto 6 risultati utili (4 vittorie) e in trasferta se vogliamo anche meglio: 7 risultati utili con 3 vittorie. Scherzosamente parlando, c'e un filo rosso che lega la passata stagione a questa: l'inefficienza dell'attacco considerando che le punte gialloblù hanno messo a segno tre gol, due di Favilli e uno di Kalinic che fanno il 13% del fatturato offensivo. In conclusione i complimenti doppi vanno a Juric ma un bravo anche a Tony D'Amico andrebbe fatto, visto che ha smontato e rimontato un Verona a misura d'uomo. 

Araba Fenice 



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