Le delusioni. Quale futuro per Fiorentina, Cagliari e Torino?
Arrivati all'alba della diciassettesima giornata si può tranquillamente individuare le squadre che stanno deludendo, escludendo il Parma. Sto parlando di Fiorentina, Cagliari e Torino in rigoroso ordine di classifica. La prima che affronto purtroppo è la mia squadra: la Fiorentina. Parto dalla Fiorentina non a caso. Uno perchè come detto è la mia squadra e due perchè è l'unica delle tre a non aver cambiato allenatore, almeno all'inizio. Fra Gennaio e estate sono arrivati in riva all'arno potenziali titolari come Duncan, Kouame e Amrabat, gli svincolati Bonaventura, Callejon e Borja Valero. Tecnicamente la squadra appare migliorata e allora come si spiegano due punti in meno dell'anno scorso? Non voglio dare colpe a tizio e caio, secondo me il problema è tattico e di composizione d'attacco. Parto dall'attacco: troppo giovane e con pochi gol sulle spalle per sostenere un'intera squadra che ha una storia sulle spalle. La seconda questione è puramente tattica: se acquisti Amrabat che ha fatto fuoco e fiamme insieme a Veloso, è abbastanza logico che lui debba giocare in quel modo, e non numero 4 come lo schierava Iachini oppure mezzala come lo schiera Prandelli, che comunque si avvicina alla normalità. Il vestito della festa per la Fiorentina secondo me è il 3-4-1-2 con Milenkovic, Pezzella e Caceres/Igor in difesa; Callejon, Amrabat, Pulgar e Biraghi a centrocampo; Castrovilli a galleggiare e Vlahovic e Ribery davanti oppure Kouame oppure un più banale 4-3-3 con Lirola, Milenkovic, Pezzella e Biraghi in difesa; Pulgar numero 4; Amrabat e Castrovilli mezzali e tridente naturale con Callejon, Vlahovic e Ribery. Mettiamoci anche il presunto non rinnovo di Milenkovic e la volontà di partenza di Pezzella e il gioco è fatto.
Passiamo adesso al Cagliari di Di Francesco. Sostanzialmente è quasi la formazione dello scorso anno con un Nainggolan in meno e un Sottil in più. In tutta onestà non l'ho seguito tanto bene per capire cosa c'e che non va ma sicuramente essere la diciannovesima difesa non aiuta nonostante l'acquisto di Godin, tornato centrale dopo l'esperienza a tre dello scorso anno. Quindici punti in meno dallo scorso anno sono tanti e la crisi in atto ha demoralizzato tutto il gruppo. Non vince dalla partita casalinga contro la Sampdoria dopo di che il nulla: cinque sconfitte e quattro pareggi, due casalinghi e due in trasferta. Domenica alle 18.00 c'e Fiorentina-Cagliari, vedremo di che pasta sono fatti i Toscani e i Sardi.
Anche in questo caso mi trema il cuore parlare del Torino. Da Mazzarri a Giampaolo è come Polo nord e Polo sud, ma se scegli il polo sud devi costruirli la squadra quasi su misura. Al Torino di Giampaolo manca palesemente un terzino destro (che non può essere Izzo), un 4 classico per intenderci alla Torreira e un trequartista, che doveva e poteva essere Ramirez ma purtroppo il Toro non c'e arrivato. Bon, detto questo è stato un lungo peregrinare di adattati, soprattutto alla trequarti. Fortuna, si fa per dire, la buona vena di Belotti quasi in doppia cifra, il problema è che mancano gli altri gol considerando che Zaza, Verdi e Bonazzoli hanno segnato un gol a testa. Dopo tre sconfitte consecutive il cambio di rotta epocale di Giampaolo: si passa alla difesa a tre e arrivano sei punti che sa tanto di ossigeno puro. Auguro a Giampaolo ma più al Torino di sollevarsi da questa situazione, sempre che resta dietro la Viola. Si scherza eh, amici granata.
Araba Fenice.
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