Prime reazioni alle dimissioni di Prandelli

Francesco Baiano: "Non mi aspettavo le dimissioni di Prandelli anche se già dopo il Benevento lo avevo visto un po' provato. Il calcio ti mette pressione e può capitare di avvertire lo stress. Contano solo e sempre i risultati anche se le prestazioni magari sono discrete. E come allenatore alla fine sei sempre solo. La squadra comunque nelle ultime due gare ha giocato bene e pareva sulla strada giusta. Il tecnico ha valorizzato Vlahovic e anche Quarta, che ha dato sicurezza e cattiveria ad un reparto che era un po' molle". Così Ciccio Baiano a Tuttomercatoweb.com, commentando la decisione di Prandelli: "Ci si aspettava un cambio di passo che non è arrivato ma non tutte le colpe sono del tecnico. Ora Iachini dovrà portare in porto la nave e poi dal prossimo anno ci sarà da programmare e mettere a disposizione del nuovo tecnico i giocatori adatti". 

Fernando Orsi: "Sì, in più non sono mai propenso ai cavalli di ritorno: dove hai fatto benissimo, poi, hai tutto da perdere e niente da guadagnare perché ti ricordano sempre cosa hai fatto prima. L'amore l'ha spinto a Firenze in un momento difficile: certe situazioni non sono state migliorate, come con Iachini le cose non andavano benissimo. Le responsabilità però sono di tutti, anche squadra e società". 

Mario Sconcerti: "Per forza, come tutti. Ma non si deve legare la cosa ad un singolo avvenimento, o ne sfugge il senso. Lui non si riconosce più in questo mondo, e teme di essere un danno per gli altri: questa è una storia estremamente profonda, è la lucidità della depressione. Riuscire tutti insieme in questa seduta complessiva cui ci sta costringendo Prandelli, capire quale sia il male che gli abbiamo fatto, è l'ultima cosa utile che possiamo fare alla Fiorentina". 

Aldo Agroppi: Lo stress che arriva quasi ad annientarti. Ne sa qualcosa Aldo Agroppi che nel corso della carriera da tecnico ha dovuto i fare i conti anche con una situazione simile a quella vissuta ora da Prandelli. Quando era alla guida del Padova nel 1983-84 lasciò proprio per questi motivi. "Lo stress ti annienta - dice a Tuttomercatoweb.com - e da lì alla depressione il passo è breve. Arriva un momento in cui devi abbandonare perchè non ce la fai più. Prandelli ha sentito che tutto è andato storto, pensava ad altri risultati. E' amato a Firenze e vedere che le cose non andavano come vuole gli ha fatto accumulare tensioni. Bisogna stare attenti perchè si rischia di andare anche in depressione. Lo stress è difficile da sopportare, i giorni non passano mai, avverti un senso di colpa. In più ci metti anche che passano gli anni, non c'è più entusiasmo di anni fa". 

Redazione 



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